Daniel Beccaro, difensore con licenza da bomber: “Record personale già raggiunto, ma l’importante sono i punti per la squadra”

Alle pagine del Gazzettino di Padova si racconta Daniel Beccaro, capocannoniere della squadra del Campodarsego con tre reti all’attivo, tutte pesantissime, segnate contro Ambrosiana (doppietta) e Cjarlins Muzane. Il difensore di Reschigliano si gode il momento d’oro e l’inusuale vetta della classifica marcatori della squadra. Questa l’intervista completa rilasciata al quotidiano.

Tre sigilli, tutti al Gabbiano. Doppietta con l’Ambrosiana nel successo 2-1 alla prima giornata e gol pesantissimo anche domenica con il Cjarlins Muzane perché ha spianato la strada alla vittoria del Campodarsego. Il protagonista non è un attaccante, ma un difensore purosangue come Daniel Beccaro, ventiquattrenne di Reschigliano. Cannoniere al momento dei biancorossi, con tanto di nuovo record personale dato che l’anno scorso ne aveva segnati due al Campodarsego, e sempre due ne aveva realizzati anche al Santarcangelo in Seconda divisione di Lega Pro.
«Fino a quando va bene e porta punti alla squadra segno volentieri. Però bisogna dare merito anche ai compagni di squadra perché domenica abbiamo guadagnato tredici angoli e prima o poi uno va a buon fine. Nel momento in cui l’ha spizzata Pietribiasi ho capito che la palla era buona e mi ci sono fiondato».
Un gol molto simile al primo realizzato con l’Ambrosiana. «Non è uno schema vero e proprio. Il tecnico ci dà le posizioni dove attaccare la porta e a me piace arrivare sul secondo palo».
Un sigillo pesantissimo, perché ha permesso di mettere in discesa una gara molto complicata. «In campo pensavo di avere segnato prima, non mi ero accorto che mancava una decina di minuti. Il Cjarlins Muzane si è rivelata una formazione rognosa da affrontare, gioca molto sul piano fisico. Ci voleva un calcio piazzato, è andata bene».
Tra l’altro nella linea a tre di difesa, c’era anche suo fratello gemello Christian. Dopo avere fatto la trafila nel settore giovanile del Padova, vi siete ritrovati in squadra proprio quest’anno. «Giocarci di nuovo insieme mi rende felice. Lui è più un giocatore di fascia, gli piace spingere. Se prima i nostri genitori dovevano dividersi per seguirci alla domenica, ora vengono insieme allo stadio con tutti i parenti».
Punta a tornare nei professionisti dopo le esperienze con Santarcangelo (due stagioni) e Real Vicenza? «Senz’altro, spero di riuscirci già quest’anno con il Campodarsego. Sarebbe il massimo dato che è la squadra del mio paese».

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